Gli anni in cui a Milano si compravano i gioielli degli Zar: Faraone torna in via Montenapoleone


Nel 1983, a Milano, poteva ancora capitare di vendere uno smeraldo da 66 carati appartenuto allo zar Nicola II, grande poco più di un uovo e montato su una leggerissima catenina di brillanti. Le vetrine facevano da schermo per acquisti riservati di pietre famose in tutto il mondo, e la gioielleria Faraone serviva da 50 anni
Il bel negozio di via Montenapoleone chiuse pochi anni dopo, nel 2001, ma oggi si parla di una riapertura ad opera di Cesare Sottepassi, l’uomo che ha lasciato Tiffany dopo avere gestito il mercato europeo per vent’anni.
Sessantasei anni, è discendente di una storica dinastia di gioiellieri fiorentini, che rilevò la Faraone neò 1959 alla morte del suo fondatore.
L’89 è l’anno dell’accordo con Tiffany, che all’epoca era presente in Europa solo tramite un minuscolo negozietto a Londra.
Settepassi è l’uomo che guida l’espansione nel Vecchio Continente, aprendo le boutique a Parigi, Monaco, Francoforte e diventando presto amministratore delegato.
Nel 2001 però venne venduto il palazzo di via Montenapoleone in cui i gioielli Tiffany convivevano con i pezzi più tradizionali e ricercati di Faraone.
A quel punto sembrò giusto separare i due marchi, tanto che Tiffany aprì in via della Spiga e Faraone è scomparso, purtroppo, fino ad oggi.
I gioielli Faraone, in questi anni, hanno continuato a circolare solo in grandi aste, da Sotheby’s e da Christie’s e sono diventati pezzi ancora più rari.
Tra qualche mese, però, il marchio tornerà in Montenapoleone, nella strada che gli spetta.


















































